guida alla posa delle piastrelle

Posa su Pavimento esistente

Piastrelle in Sovrapposizione

Sì, in alcuni casi è possibile. Ma non è una scorciatoia universale, né una decisione da prendere “a occhio”. Posare sopra un pavimento esistente può essere una buona idea solo dopo una valutazione tecnica accurata.

Planarità, quote e stato del fondo sono determinanti. Se uno di questi elementi è fuori posto, il rischio è di ritrovarsi con un pavimento che sembra bello il primo mese… e inizia a dare problemi subito dopo.

Vediamo quando ha senso farlo. E quando no.

Quando posare sopra è una buona idea

Ci sono situazioni in cui la sovrapposizione funziona, ed è anche vantaggiosa:

1. Il Pavimento esistente è stabile

La prima cosa che verifico è semplice: le piastrelle sotto sono ben ancorate? Se suonano a vuoto, si muovono o presentano crepe diffuse, la risposta è no. Se invece sono ferme, solide e ben incollate, possiamo ragionare.

2. La superficie è planare

Non serve che sia perfetta al millimetro, ma deve essere regolare. Gobbe, avvallamenti o vecchie pendenze “creative” vengono amplificate con la nuova posa. In questi casi, prima si interviene con rasature tecniche. Se non basta, meglio fermarsi.

3. Le quote lo permettono

Ogni pavimento nuovo “mangia” spazio:

  • spessore piastrella

  • collante

  • eventuali livellanti

Bisogna controllare:

  • porte e portefinestre

  • battiscopa

  • soglie

  • attacchi con altri ambienti

Se le porte poi non si aprono più o toccano il pavimento, il problema non è la posa. È la scelta iniziale.

Quando è meglio NON farlo

Qui serve onestà, anche se significa dire al cliente una cosa che non vorrebbe sentire.

  • Il fondo è compromesso
    Piastrelle rotte, distacchi, vecchie fughe che si sgretolano. In questi casi, posare sopra è solo nascondere la polvere sotto il tappeto. Il problema non sparisce. Si sposta avanti nel tempo.
  • Ci sono problemi di umidità
    Umidità di risalita, vecchie infiltrazioni, macchie sospette. Coprire tutto con un nuovo pavimento è il modo migliore per peggiorare la situazione. Prima si risolve la causa. Poi si parla di finiture.
  • Le quote diventano ingestibili
    Se per “far stare tutto” bisogna tagliare porte, adattare soglie, forzare raccordi, allora non è più una soluzione pratica. È un compromesso continuo.

Pavimento piastrella su piastrella in fase di posa

Risultato finale

“Così risparmio tempo e demolizioni”

È vero: demolire meno è comodo. Meno rumore, meno polvere, meno macerie. Ma il vero risparmio non è fare prima. È non dover rifare il lavoro tra cinque anni.

In molti cantieri che seguo in ristrutturazione, il problema nasce proprio da qui. Una posa sopra fatta “per accelerare” che nel tempo ha creato:

  • distacchi

  • fessurazioni

  • dislivelli

  • porte che non chiudono più

Il mio approccio: caso per caso

Non esiste una risposta valida per tutti. Ogni pavimento esistente va letto, non coperto alla cieca.

Prima di accettare una posa in sovrapposizione, valuto sempre:

  • stato reale del fondo

  • planarità

  • quote finite

  • tipo di materiale nuovo

  • ambiente e utilizzo

Solo se tutte le condizioni sono corrette, procedo. Altrimenti, preferisco dirlo subito: si toglie e si riparte bene.

Decoro in sovrapposizione in fase di posa

Pavimento rustico finito

In sintesi

Sì, si può posare sopra un pavimento esistente, ma solo se:

  • il fondo è stabile
  • la superficie è planare
  • le quote sono compatibili

In caso contrario, è una falsa soluzione.

Un pavimento ben fatto non nasce da una scorciatoia, ma da una decisione tecnica presa prima di iniziare.

Ed è lì che si fa davvero la differenza.

La mia posa sartoriale parte sempre da qui:
regole tecniche rispettate, estetica curata, durata nel tempo.

La posa non è un dettaglio. È ciò che fa la differenza nel tempo.

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