guida alla posa delle piastrelle

Le fughe

Piastrelle senza fuga

È una delle domande che sento più spesso, soprattutto quando qualcuno arriva dallo showroom o parla con il negoziante:

“Mi hanno detto che oggi si può posare il pavimento senza fughe. È vero?”

La risposta breve è no.
Quella un po’ più onesta è: le fughe sono sempre necessarie, ma possono essere ridotte e rese quasi invisibili. Vediamo perché.

Il mito del pavimento “senza fuga”

Quando si parla di pavimenti “senza fughe”, in realtà si intende un’altra cosa: una fuga molto sottile, ben studiata e coordinata al colore della piastrella, che a colpo d’occhio quasi non si vede.

Il cosiddetto giunto unito (piastrella contro piastrella, zero spazio) non è ammesso e non è una scelta di stile. È un errore tecnico.

“Zero fuga” non è una soluzione moderna. È un errore tecnico.

“Ma il negoziante mi ha detto che si può fare…”

Capita spesso. Il problema è che vendere la piastrella e posarla correttamente sono due mestieri diversi.

In Italia (e in Europa) esiste una normativa precisa: la UNI 11493, che recepisce gli standard tecnici europei sulla posa delle piastrelle. Questa norma stabilisce chiaramente che:

  • la fuga minima deve essere di almeno 2 mm

  • il giunto attaccato è esplicitamente vietato

  • la larghezza della fuga va aumentata in base a:

    • formato delle piastrelle (soprattutto grandi lastre)

    • tipo di materiale

    • condizioni del fondo e dell’ambiente

Quindi no: non si può posare legalmente senza fuga.

Quando non c’è spazio, aumenta il rischio di rotture

Perché la fuga non è un dettaglio estetico

La fuga non è lì “per bellezza”. È un elemento strutturale del pavimento. Serve a tre cose fondamentali.

1. Assorbire i movimenti dell’edificio

Gli edifici si muovono. Sempre. Assestamenti, vibrazioni, dilatazioni termiche.

Lavorando spesso in palazzi storici a Trieste, lo vedo ogni giorno: dopo un rifacimento del massetto, la struttura continua a fare micro-movimenti. La fuga è lo spazio che permette al pavimento di respirare senza rompersi.

2. Evitare distacchi e rotture

Senza fuga, le piastrelle si spingono una contro l’altra.
Il risultato, nel tempo, è sempre lo stesso:

  • spigoli che si scheggiano

  • piastrelle che si sollevano

  • distacchi dal fondo

Magari non succede subito. Ma succede.

3. Compensare le tolleranze del materiale

Anche le piastrelle di altissima gamma non sono identiche al micron. Esistono differenze minime di calibro. La fuga serve proprio ad assorbire queste micro-differenze e a restituire una superficie visivamente dritta e continua.

Quando si parla di pavimenti “senza fughe”, in realtà si intende un’altra cosa: una fuga molto sottile, ben studiata e coordinata al colore della piastrella, che a colpo d’occhio quasi non si vede.

Il cosiddetto giunto unito (piastrella contro piastrella, zero spazio) non è ammesso e non è una scelta di stile. È un errore tecnico.

Studiare l’ambiente e i materiali permette di minimizzare la fuga

Quindi: pavimento senza fughe, sì o no?

No, non è possibile posare un pavimento senza fuga. Ed è una pratica sconsigliata sia tecnicamente che legalmente.

Quello che invece è possibile (e che faccio abitualmente) è:

  • usare fughe tecniche minime

  • scegliere stucchi coordinati al colore della piastrella

  • progettare la posa in base a formato, fondo e ambiente

Il risultato?
Un pavimento che sembra continuo, elegante, pulito, ma che tra dieci anni è ancora lì, senza crepe e senza sorprese.

Pavimento con fuga minima in fase di posa

Risultato finale

In sintesi

  • Le fughe sono sempre necessarie
  • La normativa impone almeno 2 mm
  • Il “giunto unito” è vietato
  • La vera differenza non è se c’è la fuga, ma come viene progettata e realizzata

Se un posatore ti propone una posa senza fuga, non ti sta offrendo una soluzione moderna. Ti sta esponendo a un problema futuro.

La mia posa sartoriale parte sempre da qui:
regole tecniche rispettate, estetica curata, durata nel tempo.

La posa non è un dettaglio. È ciò che fa la differenza nel tempo.

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